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[VILLAGGIO]

VILLAGGIO LA PERLA

Via Sirene 70 - 84059
Marina di Camerota - Fraz. di Camerota (SALERNO)
Tel.: +39 0974 932462
Tel.: +39 0974 932053
VISITE: 3221

Sito Web: www.villaggiolaperla.com
E-mail: info@villaggiolaperla.com

Attrazioni turistiche



Villaggio la Perla Marina di Camerota, Camerota, Cilento, Salerno
























Marina di Camerota



Chi la ammira per la prima volta, viene inevitabilmente catapultato in un mondo fantastico, dove ogni sua più piccola parte sembra appartenere ad un'opera d'arte che travolge, colpisce e resta indelebile nella memoria e nei sensi.

La sua bellezza incontaminata richiama ogni anno turisti provenienti dalle più disparate località, che incantati vi ritornano negli anni.

Le sue spiagge paradisiache di sabbia finissima, le acque cristalline, le insenature, gli anfratti, le grotte da sogno hanno conferito a Marina di Camerota la denominazione di "Perla del Cilento".

Questa Perla è adagiata in un arco di costa fitto di ulivi d'epoca saracena, incastonata tra due piccoli promontori sormontati da torri.

Al centro del paese, v'è la piazzetta della chiesa, lastricata in pietra.

Al lato sud-orientale v'è un castello che appartenne un tempo al marchese. Marina di Camerota sorse come villaggio di pescatori, si ampliò nell'Ottocento con l'arrivo di gente dalle zone circostanti.

La costa di Marina ha le più svariate forme, da quella bassa e sabbiosa

a quella alta e rocciosa con delle suggestive cavità naturali: le grotte preistoriche di importanza internazionale, rese famose per i ritrovamenti archeologici dell'"Homo Camerotaensis".

Le sporgenze e le rientranze della costa, folte di vegetazione, unitamente alle grotte ed alle spiagge, formano luoghi di onirica suggestione: Cala Fortuna, Cala Monte di Luna, le Sirene, Cala del Cefalo, la Pineta del Mingardo, quest'ultima prescelta per le sue bellezze e per la sua ricchezza di beni ambientali, quale sede di un parco naturale.






 
Bellezze del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano













































Andar per grotte

I rilievi e le coste campane sono ricchi
di grotte: Il territorio carsico del Cilento propone da questo punto di
vista autentiche emozioni. Le più spettacolari sono quelle di Castelcivita,
nei pressi del ponte sul fiume Calore, e soprattutto quelle di Pertosa,
più a sud, tra Salerno e Atena Lucana, all' ingresso del Vallo di
Diano, chiamate anche dell' Angelo o di San Michele. La visita inizia a
bordo di una zattera su un laghetto il cui livello e regolato oggi da una
diga. Tra stalattiti che precipitano dalla volta si compie un viaggio a
ritroso nel tempo nell' Età Neolitica, quando i primi abitatori della
zona costruirono qui le palafitte. Sempre con la zattera, si approda nella
prima sala dove scroscia una spettacolare cascata. La visita propone poi
nuove emozioni nella Sala della Madonna, così chiamata per la statua
della Vergine circondata da esili stalattiti e stalagmiti che sembrano altrettante
candele votive.




Padula

Il suo nome viene automaticamente associato alla
famosissima Certosa di San Lorenzo. Iniziato nel 1306 e finito solo
all'inizio dell'800, il complesso è infatti tra i più monumentali
del Mezzogiorno e occupa (fra spazi aperti e scoperti) una superficie di
5 ettari. Intorno al Chiostro grande è stato sistemato, negli anni
50, il Museo archeologico della Lucania occidentale.




Paestum

La città fondata dai coloni di Sibari intorno al 600 a.C. portava
il nome greco di Posidonia. Caduta in mano ai Lucani, divenne Poistom, e,
dal 273 a.C., fu la romana Paestum. La scoperta delle fascinose e ora celeberrime
rovine si deve in buona parte all' apertura della strada Borbonica nella
Piana del Sele, all' epoca semiabbandonata. gia dal I secolo infatti, la
zona e la città avevano cominciato a spopolarsi, causa del progressivo
impaludamento. All' inizio del Medioevo Paestum era una piccola comunità
il colpo decisivo, dopo quello della malaria, fu inferto dalle incursioni
saracene: gli ultimi pestani si spostarono verso i Monti Alburni e crearono
Capaccio. Oltre ai templi e alle strutture urbane, da non perdere il Museo,
dove si conservano, fra l'altro, le lastre affrescate della famosa Tomba
del Tuffatore, e parti decorative del Santuario di Hera Argiva alla foce
del Sele.




Teggiano

Dal IV secolo d.C. al 1862 il nome del centro, nato su un colle isolato,
tutto fortificato e munito di un castello probabilmente Normanno, fu Diano;
così è ancora chiamata la vallata solcata dal Tanagro e dall'
antica via Popilia, stretta fra i monti del Cilento e della Maddalena. Dopo
la congiura dei Baroni, il castello fu teatro della vittoriosa resistenza
di Antonello Sanseverino contro gli Aragonesi. Dopo il 1806 fu venduto a
due famiglie locali. Riaperto al pubblico nel 1996 dai Macchiaroli, oggi
accoglie nelle appendici ottocentesche uno spazio museale, ed è in
programma l'istituzione di un Antiquarium.




Velia

Il primo nome fu Yele, ma fu chiamata anche Elea, e fu sede della famosa
scuola filosofica, detta appunto eleatica, alla quale si formarono Parmenide
e Zenone. Colonia Focea, fondata intorno al 540 a.C., conservò la
lingua greca anche in età imperiale e mantenne strettissimi rapporti
con Marsiglia, che aveva le stesse origini. Oltre alle rovine della citta,
si visitano gli scavi iniziati negli anni '20 e tuttora in corso. L' insieme
è fascinoso e ricco di importanti ritrovamenti, come la Porta Rosa,
tra le porte urbane più significative dell' intera Magna Grecia.




San Severino di Centola


Ad una manciata di chilometri da Marina di Camerota, come per magia dalle
rocce di pietra grigia e rosa che dominano la valle del fiume Mingardo ,
emerge un antico borgo medievale : è San Severino di Centola, questo villaggio
è stato abbandonato circa 35 anni fà, e gran parte degli abitanti si sono
trasferiti a valle tuttavia in epoca medievale il paese aveva una fondamentale
importanza strategica come testimoniano ancora i resti possenti del castello
fortezza.
















Villaggio La Perla - Foto Principale

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