MOENA
Descrizione
Avvolta da un’atmosfera da fiaba, ammantata di bianco d’inverno, con il sole estivo la conca si inonda di luce e scopre il verde dei prati e dei boschi. Nel mondo è conosciuta come “La fata delle Dolomiti”, proprio per l’aria da favola che la pervade e gli scenari fiabeschi che offre. A Moena si lega il mito di Re Laurino. Si narra che la figlia, Ladina, sia fuggita con un cavaliere straniero e il dolore del Re fece tramutare il giardino di rose in cui viveva insieme ai suoi nani in un picco roccioso. Lo stesso monte, il Catinaccio, che ad ogni alba e ogni tramonto si colora di rosa, quasi a voler ricordare l’antica felicità.
A 1184 metri d’altezza, Moena è il centro abitato più vasto della Val di Fassa. Il nome deriva probabilmente dal termine latino “mollis”, ovvero terreno umido. Anche i nomi dei rioni che la compongono hanno origini antiche. Il rione Turchia, ad esempio, deriverebbe da torchia, ossia il luogo dei torchi, arnesi utilizzati per torcere il lino. E’ questo forse il più recente, mentre il più antico sarebbe Ciaséole. Forno, Medil, Peniola, Sorte e Someda, invece, le sue frazioni.
Attrezzata per lo sci anche di fondo, con moderni impianti di risalita e piste sull’Alpe di Lusia e al Passo San Pellegrino, Moena, che fa parte dell’area sciistica Trevalli, si presta a lunghe passeggiate tra i percorsi più variegati, anche in mountain bike. Posta alle porte della Val di Fassa, la cittadina segna il confine ideale tra questa e la Val di Fiemme e si collega comodamente con il Veneto.
Moena si imprime nel cuore di coloro che ne visitano i luoghi, lascia dentro la pacatezza ovattata dei paesaggi innevati, la rassicurante imponenza dei monti che la abbracciano, la maestosità della natura che nell’equilibrio perfetto di ambiente, clima, flora e fauna diffonde regole di saggezza universale. Ma di questo centro della Val di Fassa è parte importante anche la mondanità con i suoi mille negozi e locali per la vita notturna.
Nella gastronomia di Moena spicca il Puzzone, un formaggio di latte vaccino, a pasta morbida, che richiede una stagionatura di circa un anno. Molto odoroso e leggermente piccante, si sposa con la polenta e il purè di patate. Il suo nome ladino è Spretz Tzaorì, ossia formaggio saporito.
Fonti:http:/ / www.dolomiti.it/ ita/ zone/ fassa/ moena.htmhttp:/ / www.dolomitinetwork.com/ paesi/ moena.htmhttp:/ / www.fassa.comhttp:/ / www.formaggio.it/ puzzonemoena.htmhttp:/ / www.moenawelcome.com/ estate/ ita/ gourmet5.asphttp:/ / 209.227.204.61/ foto/ 1024/ moenalarsech.jpghttp:/ / www.dolomitinetwork.com/ paesi/ images/ moena/ image02.jpghttp:/ / www.dolomitinetwork.com/ paesi/ images/ moena/ image06.jpghttp:/ / www.dolomitinetwork.com/ paesi/ images/ moena/ image03.jpghttp:/ / 209.227.204.61/ foto/ 1024/ moenalarsech.jpg